Cosa accadrebbe se le api scomparissero?

Le api sono le impollinatrici per eccellenza. Cosa succederebbe se si estinguessero?

L’impollinazione ad opera delle api è fondamentale per il ciclo vegetativo di alberi e piante. Senza il loro prezioso contributo, il mondo vegetale smetterebbe di riprodursi.
È pur vero che le api non sono gli unici insetti impollinatori: anche le farfalle, infatti, svolgono questa funzione, ma con una sostanziale differenza. Mentre tutti gli altri insetti impollinatori succhiano il nettare per cibarsene individualmente, alle api spetta il compito di raccoglierlo per provvedere al sostentamento dell’alveare.
Di conseguenza le api si spostano di fiore in fiore per raccogliere la maggior quantità possibile di polline da portare nell’alveare.
Quando un’ape lascia un fiore e si posa su un altro, deposita un po’ del polline del primo fiore sul secondo impollinandolo. Muovendosi di fiore in fiore, l’ape contribuisce ad uno scambio continuo tra piante e fiori, e questo genera nuova vita.
Le api trasportano il polline sia sui minuscoli peli che hanno sul corpo che nelle corbicule, delle specie di ceste che hanno nelle zampe posteriori e nelle quali accumulano il polline.

Ape carica di polline

A cosa serve l’impollinazione

L’impollinazione delle piante è perciò fondamentale per l’equilibrio ecologico del pianeta. Senza il prezioso contributo delle api, il mondo vegetale si impoverirebbe e si ridurrebbe drasticamente.
Di questo calo, naturalmente, ne risentirebbe tutta la fauna erbivora e tutti gli animali legati a questa catena alimentare, compresi noi esseri umani, poiché inizierebbero presto a scarseggiare (fino a scomparire del tutto) frutta, foglie, radici, verdure e campi dove far pascolare gli animali.

Senza foraggio, infatti, le mucche non potrebbero pascolare, gli agricoltori non raccoglierebbero frutti, gli animali resterebbero senza cibo. In un simile scenario, si potrebbe sopravvivere per un po’ ma la fine del mondo sarebbe inevitabile.
Le api dunque, contribuiscono alla sopravvivenza del pianeta.

Ape che deposita il polline

Minacce alla sopravvivenza delle api

Non sono pochi i pericoli a cui vanno incontro le api. Fra i predatori naturali, il primo fra tutti è il calabrone gigante asiatico – Vespa mandarinia – un insetto che mangia le api. Questi animali hanno da tempo oltrepassato i confini del loro habitat naturale, dove le api hanno sviluppato dei meccanismi di difesa, e sono approdati in occidente, dove le api europee e americane sono totalmente indifese.
Il pericolo non è da sottovalutare; basti pensare che 30 calabroni giganti possono uccidere fino a 30.000 api in un’ora.
Altri nemici minori delle api sono la larva della cera (Galleria mellonela) che causa stragi negli alveari, ed il coleottero degli alveari (Aethina tumida).


Ma i predatori naturali non sono l’unica minaccia alla sopravvivenza delle api!
Gli insetticidi usati nelle piantagioni agricole, infatti, sono una minaccia ancora più pericolosa. Benché questi insetticidi siano studiati per uccidere i parassiti e non le api, queste ultime succhiano il nettare nei campi trattati e lentamente si avvelenano.

Uno studio davvero significativo ha dimostrato che le api più sane sono quelle che vivono in città piuttosto che quelle che vivono in campagna. Questo perchè, in città, parchi e giardini sono privi di pesticidi.

C’è un futuro per le api?

Oggigiorno molti gruppi ambientalisti hanno preso a cuore il problema cercando di spingere i governi verso la promulgazione di leggi a difesa delle api e, di conseguenza, del pianeta.

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