Cos’è la frequenza di rimbalzo e come migliorarla

Se sei proprietario di un sito web o di un blog è importante che tu conosca “la frequenza di rimbalzo” o, come lo chiamano gli anglosassoni, il “bounce rate”.
Questo valore indica la percentuale di visitatori che, dopo essere entrati in un sito, si limitano a visitare una sola pagina dopo di che vanno via. Da questo il termine rimbalzo: l’utente atterra su una pagina del sito e poi rimbalza via.

Facciamo un esempio: prendiamo come riferimento tutte le visite che ha ricevuto un certo sito in un determinato giorno. Supponiamo che i visitatori siano 100 e supponiamo che la frequenza di rimbalzo sia 70%.
Ciò significa che di quei 100 visitatori, 30 hanno continuato a visitare il sito spostandosi in altre pagine, mentre 70 sono usciti da sito.
L’esempio che abbiamo fatto riguarda un certo giorno, ma naturalmente di può fare una media per periodi di tempo differenti.

Quindi, dando un senso a questi numeri, un sito con una frequenza di rimbalzo molto bassa può vantare un interesse degli utenti maggiore: cioè l’utente che è entrato nel sito prosegue con la lettura di altri articoli.
Al contrario una frequenza di rimbalzo molto alta sta ad indicare che gli utenti lasciano il sito dopo aver visitato la pagina su cui sono atterrati.

Come si fa a conoscere la frequenza di rimbalzo del proprio sito?

Su Google analytics naturalmente. Bisogna registrarsi su questo strumento di Google ed installare alcuni codici sul proprio sito. A questo punto Analytisc fornirà tutte le informazioni necessarie a conoscere lo stato di salute del sito e tra le altre informazioni, il numero di visite che riceve, la provenienza degli utenti, il tempo di permanenza e, naturalmente, la frequenza d rimbalzo.
Se il tuo sito ha una percentuale di bounce rate piuttosto elevata, non c’è però da allarmarsi. Bisogna solo fare qualche approfondimento per capire se quale sia la causa di questi valori. Non sempre, infatti, una percentuale alta di “rimbalzo” sta ad indicare una scarsa qualità del sito.

Cause fisiologiche di un’alta frequenza di rimbalzo

Quindi esiste un valore ottimale di bounce rate? Forse si ma come abbiamo detto non sempre tentare di abbassarla sarebbe la scelta giusta!!
Facciamo un esempio: un sito che utilizza Adsense o altri programmi pubblicitari può avere molto interesse che gli utenti visitino uno dei siti sponsorizzati (quindi in sostanza, che gli utenti vadano via). E’ chiaro dunque che se questo sito ho un ottimo CTR, cioè un’elevata percentuale di click sugli annunci, l’alta frequenza di rimbalzo sarà un dato ben visto dal webmaster.

Facciamo un altro esempio: il sito di un’attività commerciale può essere visitato solo per conoscere l’indirizzo o il recapito telefonico dell’attività. Anche in questo caso non si tratta di un problema nel sito o nei suoi contenuti, ma di una questione fisiologica.
Un discorso analogo si può fare per le landing pages: non essendoci altre pagine è chiaro che il rimbalzo sarà del 100%

Cause patologiche di un’alta frequenza di rimbalzo

A differenza delle cause fisiologiche, le cause patologiche di un elevato bounce rate possono e devono essere rimosse. Vediamo di seguito le più comuni:


  • Il sito web presenta degli errori a livello di codice tali da compromettere il suo corretto utilizzo e spingere gli utenti ad andarsene.
  • Il sito ha tempi di caricamento troppo lunghi tali da scoraggiare gli utenti spingendoli a chiudere al pagina.
  • Il sito web, pur non presentando errori di programmazione gravi, è strutturato in modo incompleto o confusionario. In questo caso gli utenti non sono incentivati a proseguire la ricerca.
  • Il sito contiene troppi (e/o troppo invasivi) annunci pubblicitari: in questi casi l’utente arriva, se ne va e (molto spesso) non ritorna.
  • I contenuti del sito non sono attinenti ai risultati della ricerca: in questo caso l’utente sarà portato ad abbandonare il sito per andare a cercare altrove ciò che realmente gli interessa.
  • Pur avendo dei contenuti correlati con i risultati di ricerca, i contenuti del sito sono di bassa qualità e non forniscono alcuna utilità al lettore.

In tutti questi casi è chiaro che l’elevata percentuale della frequenza di rimbalzo è la naturale conseguenza della bassa qualità del sito.

Consigli per i webmaster

Se la frequenza di rimbalzo ha un valore alto dovuto a cause patologiche è possibile e consigliabile intervenire per migliorare la soddisfazione degli utenti. Cosa fare in questi casi?

  • Identificare eventuali errori di programmazione;
  • verificare i tempi di caricamento;
  • verificare che le pagina si visualizzino correttamente anche su tablet e smartphone;
  • ridurre l’uso delle pubblicità per miglorare l’esperienza utente.

Se il problema è insito nella qualità dei contenuti puoi fare così:
In Google Analytics, vai su Comportamento > Contenuti del sito > Tutte le pagine.
questo ti permette di ordinare i dati attraverso la colonna che indica la percentuale d’uscita (% uscita) ordinando dal valore maggiore al minore. Così facendo si ottiene l’indicazione di tutte le pagine con il maggior tasso di abbandono, quindi  da migliorare.

Conclusioni

Se la frequenza di rimbalzo è elevata per cause non fisiologiche, NON trascurare il problema.
Il miglioramento di una o più pagine potrebbe incidere sulla salute di tutto il sito, con benefici sulla qualità, sul volume di traffico e sulla fidelizzazione dei lettori.

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