Perché le batterie si scaricano?

Il principio chimico-fisico che sta dietro al funzionamento di una batteria è una reazione di ossidoriduzione che avviene al suo interno.

In pratica questo è ciò che avviene: una determinata sostanza (all’interno della batteria) subisce un processo di ossidazione perdendo elettroni, mentre un’altra sostanza (sempre all’interno della batteria) subisce un processo di riduzione, acquistandoli. Tra i due elementi all’interno della batteria si crea quindi un flusso di elettroni.
La batteria (detta anche pila) non fa altro che intercettare questo flusso di elettroni sotto forma di corrente elettrica continua.
Quando la reazione chimica tra i due elementi raggiunge lo stato di equilibrio, la batteria si scarica.
Il potenziale elettrico di una batteria varia in funzione del volume delle reazioni di ossidazione e riduzione che avvengono al suo interno.

Differenza tra pila e batteria

Anche se spesso i due termini vengono usati senza distinzione, tecnicamente la pila è quella che ha gli elementi disposti verticalmente al suo interno (uno sopra l’altro), mentre nella batteria sono disposti orizzontalmente (uno accanto all’altro).

Pila

 

Spaccato di una pila

Batteria

Spaccato di una batteria al piombo

Curiosità sulla pila

Nel 1799 Alessandro Volta riprese gli studi di Luigi Galvani sulla corrente elettrica, riuscendo a realizzare la prima pila.
La pila di Volta consisteva in una serie di dischetti di rame e zinco intervallati da uno strato umido, secondo lo schema rame-zinco-umido-rame-zinco ecc., mantenuto in piedi da una struttura di legno.


Pila di Volta – Fonte: wikipedia.it

Collegando il primo e l’ultimo dischetto della colonna con due fili di rame, si veniva a creare una differenza di potenziale in grado di produrre il passaggio di corrente che Volta poté verificare inducendo la contrazione dei muscoli di una rana morta.
Fino al 1869, anno in cui fu inventata la dinamo, la pila era l’unico mezzo di produzione della corrente elettrica.

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