Come aprire un bar

Un bar è certamente un’attività stimolante che si adatta bene a chi ama stare a stretto contatto con le persone.
E sono molte le persone che si lasciano attrarre dall’idea di aprire un bar, sia perchè è un’idea relativamente semplice da realizzare, sia perché difficilmente il mercato potrebbe saturarsi.

Attività quali bar, caffè, chioschi, ecc., sono definiti dalla legge “locali di vendita per il consumo sul posto” dove con la parola “posto” si intende il locale in cui viene svolta l’attività o una superficie aperta al pubblico attrezzata a questo scopo.
Per  aprire un bar, un ristorante o un altro esercizio pubblico per la somministrazione di alimenti e bevande valgono le medesime normative.

Tipi di esercizi pubblici

Gli esercizi pubblici dove possono essere somministrati alimenti e bevande si suddividono in 3 tipologie:
tipo A: esercizi di ristorazione ovvero ristoranti, trattorie, tavole calde, pizzerie, birrerie ed esercizi similari;
tipo B: esercizi per la somministrazione di bevande (bar, caffè gelaterie, pasticcerie ed esercizi simili);
tipo D: esercizi di tipo B nei quali è esclusa la somministrazione i bevande alcoliche di qualsiasi tipo.

Requisiti e iter per aprire un bar

Un bar è naturalmente un’attività d’impresa.
Ne consegue che il titolare dovrà innanzitutto aprire Partita Iva ed individuare con l’aiuto di un commercialista la forma societaria più adatta.
L’immobile prescelto deve essere naturalmente adibito ad uso commerciale oltre che a norma ed in regola quanto a licenze e requisiti (che spesso variano da Comune a Comune).
Quando tutto è in regola, si può passare agli adempimenti burocratici, oggi molto più semplici che in passato.
Questo è ciò che ti occorre:

  • presentazione al Comune del modulo per la comunicazione di inizio attività (SCIA) comprensivo degli allegati richiesti (dati del titolare, dell’impresa, orari di apertura, agibilità, conformità ASL ecc.);
  • richiesta al comune dell’autorizzazione all’esposizione dell’insegna;
  • richiesta all’Agenzia delle Entrate dell’autorizzazione alla vendita al minuto di superalcolici;
  • pagamento diritti SIAE per la diffusione di musica e immagini;
  • (per locali di dimensioni pari o superiori ai 450 mq) richiesta di certificazione antincendio ai Vigili del Fuoco.

Ulteriori requisiti necessari sono:

a) maggiore età ad eccezione del minore autorizzato a norma di legge all’esercizio di attività commerciale;
b) obbligo scolastico assolto;
c) aver frequentato con esito positivo corsi professionali istituiti o riconosciuti dalle regioni o dalle province autonome (corso SAB), riguardanti l’attività di somministrazione di alimenti e di bevande, o corsi di una scuola alberghiera o di altra scuola a specifico indirizzo professionale, o aver superato un esame di idoneità all’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e di bevande presso la Camera di Commercio.
Per ulteriori informazioni si può contattare il SUAP, cioè lo sportello d’orientamento pubblico per la creazione di un’attività imprenditoriale.

Con l’introduzione del SUAP il legislatore ha voluto snellire (e non poco) le procedure per l’apertura di nuove attività produttive. Il Dlgs n. 160/2010 definisce il Suap come l’unico soggetto pubblico di riferimento territoriale per tutti i procedimenti che abbiano ad oggetto l’esercizio di attività produttive e di prestazione di servizi.
Grazie all’introduzione del SUAP, chi vuole avviare un’attività non è più costretto a presentare i diversi documenti alle diverse amministrazioni, ma può farlo direttamente all’ufficio Suap competente per territorio (dove c’è la sede dell’attività) o per via telematica.


Il SUAP fornisce diversi servizi:

  • analisi dei pro e dei contro dell’attività che si intende aprire;
  • informazioni sui vari adempimenti amministrativi;
  • delucidazioni su tantissimi tipi di attività, in merito  agli obblighi, alle autorizzazioni, ai permessi e ai divieti stabiliti dalle molteplici normative nazionali e locali;
  • informazioni sulle opportunità di finanziamento garantite da norme dello Stato e/o delle Regioni;
  • iniziative per la formazione dei futuri imprenditori.

Qui trovi tutti i riferimenti normativi

Quanto costa aprire un bar

Il costo di un bar chiavi in mano dipende essenzialmente dalle dimensioni, dalla posizione e dalla scelta di attrezzature e arredamento.
Se provassimo a fornire una stima dei costi, si può parlare di almeno 50.000 / 60.000 €.
Nel caso in cui si voglia optare di rilevare un locale preesistente la cifra sarebbe anche più alta per via dell’avviamento da corrispondere al precedente proprietario.
Inoltre vanno considerate le utenze, l’eventuale compenso di mediazione e le spese notarili.
Per questi motivi, almeno per ciò che concerne le attrezzature, sarebbe utile vagliare anche l’opzione dell’affitto o del comodato.

Qualche consiglio pratico

Cerca la giusta location, creati un’immagine forte che ti permetta di essere riconosciuto e soprattutto fai della qualità e della cordialità le tue priorità.

Leggi anche:  come aprire un negozio    come aprire un chiosco o un truck bar

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